Maso Martis festeggia i 25 anni di attività

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1 Agosto 2015


Domenica 26 luglio è stato un giorno importante per la cantina Maso Martis: è stato #masomartis25

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Ci siamo ritrovati a Trento con molti, molti amici per festeggiare insieme a loro i 25 anni di attività dell’azienda vitivinicola che ha incantato il palato di innumerevoli persone con il loro Brut Riserva e la Madame Martis.

La giornata è iniziata presto, intorno alle 10, con il giro della cantina Maso Martis dove Matteo ci ha spiegato come si prepara lo spumante metodo classico. Un lavoro minuzioso, una forte propensione alla qualità e tanto impegno rendono le bottiglie di spumante un vero e proprio capolavoro. In cosa consiste la lavorazione metodo classico? Trentodoc lo spiega, segui il link per scoprirlo (clicca qui).
Ma quali sono i due elementi indispensabili per ottenere un buon spumante che duri nel tempo? Matteo non ha dubbi e ci indica l’acidità e il ph.

remuage_maso-martis_dolomeatUno spumante senza acidità sarebbe inconservabile e imbevibile. Il ph è ancora più importante perché è la cartina tornasole che ci dice se quella acidità è stabile o a rischio di essere facilmente persa.

Continuando il giro in cantina scopriamo anche che il Remuage (ogni bottiglia va girata per un quarto di giro tutti i giorni per 27-30 giorni) è del tutto innovativo. Da un anno infatti Maso Martis si affida a una macchina di ultima generazione che lo effettua in modo automatico per togliere tutti i depositi. In questo modo il pupitres e lo scuotimento vengono fatti energicamente e alla perfezione garantendo in 5 giorni e mezzo un completo remuage a 1000 bottiglie.

La mattinata è poi continuata con la degustazione dove abbiamo avuto la possibilità e l’onore di assaggiare insieme il Brut Rose’ Trentodoc, la Riserva di Brut e il Pinot Meunier – piccolo lotto di bottiglie non acquistabili proposto appositamente per i 25 anni. Trentodoc prevede dal ’93, suo anno di nascita, l’utilizzo del meunier e in questa giornata siamo riusciti a degustarlo nella sua purezza. Grazie a Lidia, mia compagna nella degustazione presentatami come rappresentante in Italia per lo champagne, scopro la storia di questo particolare vitigno.

maso-martis_degustazione_dolomeatPinot Meunier nasce come vitigno di riempimento senza essere mai stato considerato vitigno nobile tanto da non essere reperibile nelle regioni dello champagne. Il nome meunier – mugnaio – è dovuto poi alla sue foglioline che hanno tanti pelucchi bianchi tanto da rendere la superficie della foglia bianca associandola quindi alla farina e al mugnaio. Un vitigno minore difficile da coltivare a causa del suo grappolo stretto. La sua connotazione fa si che non appena subentri umidità arrivi subito anche la muffa rendendo quindi necessario il passaggio d’aria tra un acino e l’altro. Un vino essenziale nella sua figura da bilanciatore e difficilissimo da assaggiare in purezza.

Una vendemmia 2010 con una dosatura a 6 grammi, una fortuna inimmaginabile per il mio palato e un vino che difficilmente scorderò.

All’ora di pranzo arriva il momento del picnic e subito dopo del percorso sensoriale tra i vigneti. Scoprire la tenuta Maso Martis fa capire la dedizione e la passione che la famiglia e i loro collaboratori hanno verso la natura e i vigneti. Una passione che li ha fatti certificare come produttori di vino biologico ancor prima di diventarlo ufficialmente. Cosa intendo? La loro passione mitigata con la loro professionalità li hanno sempre portati a produrre e a “usare” il vigneto in modo attento tanto da non far subentrare una diversa lavorazione del vino dopo la certificazione di produttore biologico.


 

Maso Martis: la storia.
Prima di salutare Trento e la tenuta Maso Martis ho avuto l’occasione di parlare con Roberta – che dicano sia il Capo. A lei ho chiesto due curiosità.
Come vi è venuta l’idea di iniziare questa avventura negli anni ’90? “Sembravamo le due persone più adatte in famiglia per iniziare questa nuova avventura. Senza grandi pretese abbiamo iniziato a fare spumante con metodo classico quando le bollicine non erano ancora così conosciute e abbiamo creato la prima base spumante. Abbiamo fondato la nostra unicità usando più Pinot Nero rispetto agli altri il tutto condito da tanta determinazione, caratteristica che mi contraddistingue.”

Un consiglio da donna per le donne per riuscire a raggiungere obiettivi così ambiziosi come quello di Maso Martis? “Passione e un forte senso del dovere, credo questo possa fare la differenza. Senza mio marito Antonio però tutto sarebbe stato diverso.”


Ringraziamo tantissimo Maso Martis, Antonio e Roberta per una giornata indimenticabile tra i colori della natura.
http://www.masomartis.it/

 

 

 

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